Sciopero nazionale della logistica – venerdì 18 giugno, indetto da SI Cobas, USB e Adl, con il sostegno di Slai Cobas, CUB Trasporti e Opposizione CGIL / I testi

E’ con soddisfazione che pubblichiamo questo testo di indizione dello sciopero nazionale della logistica fatta congiuntamente da SI Cobas, USB e Adl, a cui si è aggiunto il sostegno (auguriamoci fattivo) di Cub trasporti.

Inizialmente, è noto, lo sciopero era stato indetto dal solo SI Cobas. Se la scena è cambiata, si deve da un lato alla brutalità dell’attacco di Tavazzano organizzato dall’abbinata mafiosa FedEx-Zampieri, di una violenza tale per cui non è stato possibile limitarsi ai comunicati di solidarietà; e si deve dall’altro alla speciale forza di resistenza dei facchini di Piacenza e dell’intera massa di proletari della filiera FedEx organizzati nel SI Cobas. Incuranti degli scettici e degli specialisti in pure declamazioni, abbiamo definito questa lotta esemplare e anticipatrice – e tale è. E come tale, ha smosso le acque anche al di là del perimetro del SI Cobas.

Vedremo se lo sciopero del 18 giugno resterà semplicemente un episodio a sé, o se sarà l’inizio di un processo capace di portare non solo gli aderenti al sindacalismo “di base”, ma anche significativi settori dei lavoratori e delle lavoratrici aderenti alla CGIL e dei giovani proletari non sindacalizzati a realizzare insieme, nei tempi necessari, uno sciopero generale, ancora di minoranza certo, ma forte, contro l’asse capitalisti/governo Draghi che giorno dopo giorno si va cementando.

Per intanto registriamo due cose: il potenziale di ricomposizione di classe che ogni vera lotta ha in sé; e l’estrema futilità della separazione tra sindacale e politico. Nessuno dica: si è potuto raggiungere l’unità nell’indire lo sciopero perché si è tenuta la politica al di fuori della vicenda. Lo scontro con la FedEx è in modo inscindibile sindacale e politico, perché dietro e accanto alla FedEx c’è il governo Draghi, ci sono le istituzioni statali, e lo sciopero del 18 giugno è in modo inscindibile sindacale e politico, come lo è la manifestazione del 19 giugno a Roma.

Il resto si vedrà.

IL MAGAZZINO FEDEX DI PIACENZA DEVE RIAPRIRE!

LE AGGRESSIONI SQUADRISTE CONTRO I LAVORATORI DEVONO FINIRE!

I MAFIOSI INFILTRATI NELLA LOGISTICA CONTINUANO A FARE I PROFITTI MENTRE CHI LOTTA PER I PROPRI DIRITTI VIENE CRIMINALIZZATO…


VENERDI 18 GIUGNO SCIOPERO NAZIONALE DELLA LOGISTICA

I signori della logistica, forti dell’appoggio del governo Draghi espressione del grande capitale nazionale e internazionale, dei banchieri e della UE, stanno tentando di imporre una vera e propria dittatura dei mercati.

Fedex/TNT si permette di buttare in mezzo ad una strada con un semplice “pizzino” affisso in bacheca la domenica per il lunedì, senza alcun preavviso e senza alcuna plausibile ragione, 285 lavoratori del magazzino di Piacenza.

Non viene usata neppure la retorica della crisi, non ci si inventa neppure la finta scusa del calo dei volumi di lavoro, no!

Chiudono e basta perché vogliono ristrutturare, perché vogliono licenziare lavoratori che hanno lottato per anni contro il caporalato e il supersfruttamento delle finte cooperative, con una certa anzianità di servizio per riaprire successivamente assumendo figure precarie ad un costo aziendale molto più basso.

Di fronte ad un atto cinico ed arrogante come questo, l’unica risposta possibile è quella del conflitto e dello sciopero, della difesa del diritto ad un lavoro degno, alla libertà di poter scegliere il sindacato a cui aderire e da cui farsi rappresentare.

In questo caso lo sciopero afferma il principio di una legittima difesa che è l’unico strumento per riconquistare e affermare una vera democrazia sui luoghi di lavoro.

Mentre le multinazionali pagano le tasse in qualche paradiso fiscale, ai facchini ed alla loro sacrosanta resistenza lo stato risponde con la repressione, con gli arresti di sindacalisti, con multe e fogli di via, con il silenzio dinanzi allo squadrismo fuori ai cancelli.

Legittimati da un tale comportamento ora stanno scendendo in campo anche i picchiatori privati che davanti ai cancelli dei magazzini sprangano gli scioperanti con i padroni che fomentano altri lavoratori disperati e sottopagati, per lo più interinali, usandoli come carne da macello per farli scontrare con i lavoratori licenziati dietro il ricatto del licenziamento.

Quanto accaduto il giorno 9 giugno a Tavazzano di Lodi (ed ancor prima a San Giuliano Milanese) ove squadracce di mazzieri prezzolati hanno assalito i lavoratori in lotta ferendone 9, di cui uno in modo grave, è significativo del clima politico che il padronato vuole instaurare.

La situazione esistente nei magazzini della filiera Fedex/TNT non è dissimile da quella presente in Amazon e negli altri siti logistici: i lavoratori devono subire in silenzio, gli scioperi non devono essere fatti, i sindacati conflittuali vanno annientati; o così o botte. L’altra faccia della medaglia è il ruolo di assoluta complicità assunto da CGIL, CISL e UIL i quali si sono prestati spudoratamente a sottoscrivere in FedEx a Padova e Bologna accordi di internalizzazione che hanno il chiaro intento di contenere il costo del lavoro da un lato, e cancellare i diritti sindacali conquistati in tanti anni di lotte dall’altro, visto che, sia a Padova che a Bologna, dal primo maggio e dal primo giugno, non vi è più il riconoscimento delle RSA e del diritto alle assemblee retribuite. Il ruolo di subalternità e di complicità è stato riconfermato con la firma del recente CCNL sulla parte economica.


I padroni della logistica si stanno preparando in questo modo ad uscire dalla “crisi pandemica”, e per massimizzare i profitti che si prevedono belli robusti la ricetta che propongono è quella di avere libertà di licenziamento, aumento della precarietà, aumento dell’orario di lavoro, aumento del dominio di classe a suon di bastonate, di ricatti, di paura.

Per facilitare questo disegno è necessario colpire prioritariamente quelle avanguardie di lotta che in questi anni non solo non hanno abbassato la testa, ma sono stati capaci di portare a casa numerose vittorie in termini di miglioramenti salariali e nelle condizioni di lavoro: la chiusura del sito Tnt-Fedex di Piacenza non ha nulla di casuale, se si pensa che proprio in qual magazzino, nel 2011, ha preso avvio quel movimento di riscossa dei lavoratori della logistica che nel giro di pochi anni ha portato prima all’applicazione intergrale del CCNL di categoria per i lavoratori delle cooperative di appalto, poi a una serie di miglioramenti rispetto allo stesso contratto nazionale, ottenuti in particolar modo con gli accordi nazionali “Fedit”.

Ma i lavoratori della logistica non ci stanno e non accetteranno che i padroni impongano il ripristino in tutti i magazzini delle condizioni di semischiavitù di 10 anni fa. I lavoratori e le lavoratrici del nostro paese non devono starci perché colpire i diritti in un settore significa creare le condizioni per colpirli ovunque.

Lanciamo un appello affinché si sviluppi la più ampia ed articolata mobilitazione di classe contro l’utilizzo della crisi sanitaria per scaricare i costi sui lavoratori, contro l’escalation repressiva e squadrista contro chi sciopera e lotta nei luoghi di lavoro, contro il Governo Draghi e la complicità dimostrata dall’assenza di risposte sulla vicenda FedEx Tnt.

VENERDI 18 GIUGNO SCIOPERO NAZIONALE DI 24 ORE DELLA LOGISTICA


CONTRO I LICENZIAMENTI NEL MAGAZZINO FEDEX DI PIACENZA
CONTRO L’USO PADRONALE DI SQUADRACCE ARMATE PER FERMARE GLI SCIOPERI

CONTRO IL SISTEMA DEGLI APPALTI

CONTRO LO SBLOCCO DEI LICENZIAMENTI

PER IL RICONOSCIMENTO DI PIENI DIRITTI SINDACALI

ALLA STRADA, ALLA LOTTA!

SI Cobas / USB / Adl Cobas/ Slai Cobas per il sindacato di classe

Qui di seguito il comunicato di sostegno della CUB

La Cub Trasporti nell’esprimere la totale solidarietà ai lavoratori che a Lodi sono stati colpiti dalla repressione squadrista, peraltro sotto gli occhi delle forze dell’ordine che nulla hanno fatto per fermare l’aggressione subita da chi era in lotta contro i licenziamenti e per rivendicare condizioni salariali e normative migliori, sosterrà lo sciopero della logistica del 18.6 p.v. 

Pertanto la Cub Trasporti invita i lavoratori della logistica a scioperare per l’intera giornata del 18.6 (ad eccezione degli addetti ai servizi strumentali alle attività essenziali soggette alla 146/90) e a partecipare alle mobilitazioni che saranno organizzate in tutti i luoghi di lavoro e nell’intero Paese.

Tale mobilitazione nel settore della logistica attraverserà il comparto che il 18.6 sarà interessato da una mobilitazione che coinvolge l’intero settore del trasporto aereo, aeroportuale e indotto, comprese le aziende di logistica presenti negli aeroporti, alcune delle quali soggette anche alle restrizioni previste dalla L.146/90.

E’ del tutto evidente che non lasciano dubbi i segnali che arrivano in merito alla “spinta” che il Governo Draghi vuole imprimere nella logistica : pericolosamente coincidono la volontà diffusa nelle controparti datoriali (e non solo!) di voler includere l’intero settore della logistica nell’ambito dei servizi essenziali in modo da imbrigliare l’efficacia delle mobilitazioni con le norme antisciopero già esistenti nei trasporti, il tentativo di negare il legittimo riconoscimento della rappresentanza sindacale alle organizzazioni che i lavoratori intendono scegliere liberamente e il comportamento delle forze dell’ordine a fronte di azioni squadriste mirate ad intimidire i lavoratori e bloccare la mobilitazione.

La Cub Trasporti si riserva di comunicare ulteriori iniziative nei luoghi di lavoro già a partire dai prossimi giorni contro una firma capestro del CCNL della logistica e contro la repressione nei luoghi di lavoro.

Qui, invece, il testo appena uscito dell’Opposizione in CGIL

Il 18 giugno il settore merci e logistica si ferma contro la repressione padronale, il peggioramento delle condizioni di lavoro delle operaie e degli operai della logistica, il sistema criminale del subappalto.

Esprimiamo la nostra incondizionata solidarietà ai lavoratori della FEDEX TNT aggrediti in maniera squadrista da un gruppuscolo di guardie private e crumiri istigati dal padrone della piattaforma logistica, Zampieri, sotto la presenza immobile delle cosiddette Forze dell’ordine.

Dopo questa aggressione, un altro picchetto di lavoratori e lavoratrici è stato smantellato con la forza alla Texprint di Prato. Altro che ipotesi concertative, viviamo l’emergere di pratiche squadristiche antisindacali contro lavoratori e lavoratrici della logistica che ci portano alla mente la Pinkerton e le esperienze statunitensi, cioè il tentativo di una radicale limitazione e di una repressione (anche fisica) di ogni minimo diritto sindacale individuale e collettivo.

Questa aggressione antioperaia sta assumendo contorni sempre più accesi e diffusi: per queste ragioni riteniamo importante la giornata di lotta del 18 giugno, ci auguriamo veda un’ampia e significativa adesione, invitiamo tutte le RSU e le RSA a sostenerla e i lavoratori e le lavoratrici della logistica a parteciparvi.

Appoggiamo allo stesso modo la manifestazione di sabato 19 giugno poiché ne condividiamo le parole d’ordine, che in maniera ostinata e contraria portiamo avanti in CGIL per ottenere dalla nostra organizzazione l’indizione dello Sciopero Generale Nazionale.

CONTRO LA REPRESSIONE PADRONALE DELLE LOTTE DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI

CONTRO IL SILENZIO COMPLICE DELLO STATO DAVANTI ALLA TRAGEDIA DELLE MORTI SUL LAVORO

CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE DEI SUBAPPALTI CHE DETERMINA LA DIMINUZIONE DELLE RESPONSABILITA’ SULLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

PER UN PROTAGONISMO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI CHE COSTRINGA LA CGIL A CONVOCARE LO SCIOPERO GENERALE NAZIONALE.

#RiconquistiamoTutto-Opposizione in CGIL


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